"La Corte di Cassazione consolida l'orientamento: l'autonomia economica dei figli maggiorenni cancella l'assegno e fa revocare l'assegnazione della casa familiare."
La fine di un matrimonio o di una convivenza porta con sé strascichi economici che spesso si trascinano per anni. Tuttavia, c'è un traguardo preciso che mette un punto fermo a due dei fronti più caldi del diritto di famiglia: l’autonomia economica del figlio.
La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha ormai tracciato una linea netta e invalicabile. Sia l'assegno di mantenimento per i figli, sia il diritto a rimanere nella casa coniugale non sono tutele "a vita", ma scadono non appena il figlio raggiunge l'autosufficienza.
Ecco cosa c'è da sapere su questo orientamento consolidato:
La casa familiare non è un ammortizzatore per l'ex coniuge: L'assegnazione dell'immobile ha l'unico scopo di preservare l'habitat domestico e la stabilità dei figli (minori o maggiorenni non ancora autosufficienti). Quando il figlio inizia a guadagnare o termina il percorso di studi e si inserisce nel mondo del lavoro, il presupposto decade. Se la casa è di proprietà esclusiva dell'altro genitore (o in comproprietà), il diritto di abitarvi viene revocato.
L'assegno non è un vitalizio: Il mantenimento del figlio maggiorenne cessa nel momento in cui quest'ultimo percepisce un reddito stabile o quando, per sua colpa o inerzia (ad esempio rifiutando offerte di lavoro o prolungando ingiustificatamente gli studi), non si adopera per raggiungerlo.
Nessun effetto "ritorno": Un dettaglio fondamentale ribadito dai giudici di legittimità è che, una volta raggiunta l'indipendenza economica, l'obbligo di mantenimento dei genitori si estingue definitivamente. Se il figlio dovesse successivamente perdere il lavoro o subire un tracollo finanziario, non si riattiva il vecchio assegno; al massimo, si potrà parlare di "alimenti" in caso di estremo stato di bisogno, ma le regole cambiano del tutto.
In conclusione: L'assegnazione della casa decade con l'uscita di casa del figlio di solito con l'università, mentre l'assegno di separazione/divorzio legati ai figli decade con la prima busta paga.
Ad oggi il termine di interruzione dell'assegno parte dal momento del deposito dei ricorso al Tribunale.
(testo: Gemini) (foto: pixabay) (05/01/2026)
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